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Ciao [NAME],
benvenuto al consueto appuntamento con le novità dal Tuo Circolo Legambiente!
Escursione "dal Verde al Blu"
Vi comunichiamo che ci sono ancora posti disponibili per la tre giorni nella preistoria, nell'archeologia e nella natura del Parco Nazionale del Gargano.
Da domenica 30 ottobre a martedì 1 novembre.
Programma:
1° giorno: Escursione da Rignano Garganico (590m) alla grotta di Paglicci (400 m) -Visita al museo archeologico. 2° giorno: Escursione dalla necropoli di Monte Saraceno (198 m) alle rovine dell’abbazia di Monte Sacro (872m) e arrivo alla caserma della Forestale (700 m). 3° giorno: Abbazia di Pulsano(500 m)-Eremi di Valle Campanile - Eremo della Sperlonga. Rientro dalla Città di Monte Sant’Angelo.
Per maggiori informazioni e prenotazioni contattare Anelli Antonietta al numero 0735584383
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Riunione Soci e Simpatizzanti
E' indetta per venerdì 4 novembre alle ore 21:15, presso la nostra sede sita in piazza Battisti 2 (vecchia sede comunale) a San Benedetto la riunione dei soci e simpatizzanti Legambiente.
All'ordine del giorno verranno discussi i seguenti punti:
- Organizzazione Festa dell'Albero 19-20 e 21 novembre;
- Congresso Regionale Legambiente domenica 6 novembre;
- Pianificazione di iniziative per la valorizzazione del territorio Piceno
- Varie ed eventuali (proposte e consigli sono ben accetti).
Al termine della riunione.... dolcetti offerti dallo staff di Legambiente.
Tutti coloro che vogliono contribuire, con idee e proposte, alla salvaguardia dell'ambiente e alla tutela del territorio, sono invitati a partecipare.
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Election Day 12 e 13 novembre 2011 a San Benedetto del Tronto
In vista delle prossime elezioni per il rinnovo dei Comitati di Quartiere a San Benedetto del Tronto, il circolo Legambiente, invita tutti i cittadini sensibili alle problematiche ambientali, a presentare la loro candidatura nel proprio quartiere.
Problematiche ambientali quali raccolta differenziata, mobilità alternativa, cementificazione, tutela delle aree verdi, sicurezza nelle scuole e nei luoghi di lavoro, partono proprio dai quartieri ed è lì dove viene richiesto un maggior impegno di volontari.
Non delegare ad altri qualcosa che tu sapresti fare meglio!
Impegnati in prima persona, la città è anche tua!
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Il dissesto Idrogeologico in Italia
Tratto da “Ecosistema a Rischio” redatto da Legambiente Nazionale
La recente tragedia della Liguria e della Toscana mette in luce l’urgenza di assicurare al Paese un piano complessivo di riassetto idrogeologico con il quale affermare una nuova cultura del suolo e del suo utilizzo, scegliendo come prioritaria la sicurezza della collettività e mettendo fine agli attuali usi speculativi e abusivi del territorio.
Le problematiche connesse con il rischio idrogeologico diventano anno dopo anno più consistenti e preoccupanti. Gli episodi recenti testimoniano della fragilità del territorio nazionale. Ma se da una parte non si può impedire alla natura di fare il suo corso (tanto le frane che le alluvioni sono fenomeni naturali, parte integrante dell’evoluzione del territorio), sicuramente si devono e si possono evitare gli immensi disastri sul territorio, operando per mitigare il rischio e limitando i danni e i pericoli per i cittadini in caso di calamità. Abusivismo edilizio, estrazione illegale di inerti e cementificazione degli alvei contribuiscono in maniera determinante a sconvolgere l’assetto idraulico del territorio. Accanto a questi fattori l’urbanizzazione diffusa e caotica, l’eccessiva antropizzazione delle aree a rischio, determinano un’amplificazione del rischio in caso di calamità naturali.
Inoltre sono sempre più tangibili gli effetti dei cambiamenti climatici in atto: si osservano piogge sempre più concentrate, arrivando in alcuni casi anche a 200 millimetri di pioggia in un solo giorno che si alternano a periodi di siccità.
Se osserviamo le aree vicino ai fiumi, salta agli occhi l’occupazione crescente delle zone di espansione naturale con abitazioni, insediamenti industriali, attività agricole e zootecniche. In altre parole, uno dei principali problemi è l’antropizzazione di tutte quelle aree dove il fiume in caso di piena può “allargarsi” liberamente. Nonostante questa verità, ormai condivisa e accettata da tutti, dagli enti locali alle comunità scientifiche fino ai cittadini, non si nota in Italia una concreta e diffusa inversione di tendenza capace di rendere il territorio più sicuro.
Anche gli interventi di difesa idraulica continuano a seguire filosofie tanto vecchie quanto evidentemente inefficaci. In molti casi vengono realizzati argini senza un serio studio sull’impatto che possono portare a valle, vengono cementificati gli alvei e alterate le dinamiche naturali dei fiumi, si assiste a pratiche di escavazione selvaggia, e così via. Soprattutto, troppo spesso le opere di messa in sicurezza si trasformano in alibi per continuare a costruire nelle aree golenali.
Il rischio frane e alluvioni interessa praticamente tutto il territorio nazionale.
Sono ben 5.581 i comuni a rischio idrogeologico, il 70% del totale dei comuni italiani, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione. Il nostro territorio è reso ancora più fragile dall’abusivismo, dal disboscamento dei versanti e dall’urbanizzazione irrazionale.
Legambiente, da sempre, chiede agli Amministratori:
- una corretta gestione del territorio;
- un buon piano d’emergenza;
- campagne di informazione rivolte ai cittadini sul rischio idrogeologico;
- sostegno al volontariato locale.
Per ulteriori informazioni chiamaci allo 0735.584383 oppure scrivi a: info@legambientesbt.it
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